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i MIRA CUBA ! L’arte del manifesto cubano dal 1959

mira cuba

Fino al 12 gennaio a Pordenone.

Data: dal 28/09/2013 al 12/01/2014
Luogo: Spazi espositivi via Bertossi, via Bertossi 9, Pordenone
Orario di apertura:
martedì > sabato 15.30 > 19.30
domenica 10.00 > 13.00 – 15.30 > 19.30
chiuso: lunedì, 1 novembre, 25 dicembre e 1 gennaio 2014

Ingresso: intero € 3,00 – ridotto € 1,00

Visita il sito miracuba.it

Per qualità e completezza, la mostra proposta dal Comune di Pordenone negli Spazi Espositivi di via Bertossi è certamente la più importante sino ad oggi allestita in Italia sulla Grafica Cubana negli anni che seguirono la Rivoluzione castrista, ovvero dal 1959 ad oggi.
Com’è noto, la lotta contro il Generale Batista che aveva avuto inizio con l’assalto alla Caserma Moncada il 26 luglio del 1953, si concluse appunto il 1 gennaio del 1959 con la fuga del Generale da Cuba mentre Santa Clara e Santiago di Cuba erano prese dalla milizia popolare guidata da Fidel Castro ed Ernesto Che Guevara.
L’esposizione pordenonese riunisce ben 220 tra manifesti e bozzetti originali, con numerosi esemplari considerati unici ed altri presenti in collezioni pubbliche e private europee e americane.
Documenta una delle stagioni più originali della grafica del Novecento, prodotto di una enclave unica al mondo per clima, caratteristiche e situazione.
In questi anni tutti i messaggi dovevano concorrere a rafforzare la adesione popolare al nuovo ideale rivoluzionario. Alcuni lo fanno in forma diretta ma molti altri, altrettanto efficacemente, in modo indiretto, trasmettendo positività, gioia, colore in un momento oggettivamente non facile per l’isola caraibica isolata nel contesto internazionale.

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La grande mancanza di mezzi economici, lungi dal deprimerli, sembra stimolare gli artisti, o meglio i grafici di tutte le generazioni verso una creatività effervescente e innovativa.
Che, pur nel reale isolamento, riesce comunque a catturare e elaborare originalmente, spunti, fermenti, idee dalla vicina America ma anche dall’Europa.
Ciò che ha prodotto questo Laboratorio Cubano della Grafica è davvero stupefacente per varietà, colori, forza emozionale e iconografica, come la mostra pordenonese documenta e trasmette.
Certo non mancano gli omaggi alle Icone: quella del Lider Maximo, ovviamente, ma anche quella del Che. Ma il Cartel Cubano è molto di più: il manifesto, qui più che altrove, riesce ad interpretare e proporre l’anima profonda di un popolo, in una isola multiculturale e multietnica.
Si percepisce chiaramente che dietro ad ogni manifesto c’è una storia, un aneddoto, un racconto di vita, a proporre una immagine di Cuba mediata dal grafico ma aderente alla sensibilità e all’emozione di chi quel manifesto guarda e decritta.
Oggi è il visitatore della mostra, ieri era il cittadino e patriota cubano, chiamato ad essere protagonista di una grande, difficile epopea.
La mostra allinea i capolavori di un’epoca di comunicazione, le opere più significative di tutti i grandi grafici di quei decenni, nomi ormai parte di un mito.
Qui saranno riunite, per la prima volta, le testimonianze dirette dei grafici superstiti di quella grande stagione.
Diversi i filoni presenti in mostra. La celebrazione politica, innanzitutto. Ma anche i grandi temi e le realizzazioni sociali, dalla riforma sanitaria a quella agraria, alle campagne per l’educazione estesa a tutti. Poi la comunicazione culturale, verso la quale Castro mostrò ampio interesse, ed in particolare il cinema: straordinaria la sequenza di affiches (e di bozzetti) per i film o per le manifestazioni di e sul cinema.
Il linguaggio creativo e figurativo è sempre espresso con grande libertà e autonomia e con l’efficacia consentita dalle tecniche serigrafiche e litografiche utilizzate per la stampa.
Il Cartel Cubano, e lo si percepisce bene in mostra, sa svincolarsi dalla pura funzione promozionale “di prodotto” per raccontare, lungo filoni apparentemente diversissimi, l’Idea e l’Ideale di una nazione.

Ente promotore
Comune di Pordenone – Assessorato alla Cultura con la collaborazione dell’Associazione In Movimento
Organizzazione
Ufficio Cultura Comune di Pordenone
Con il sostegno
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione CRUP
Con il patrocinio
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Ambasciata della Repubblica di Cuba in Italia, Istituto Italo-Latino Americano, Associazione Italiana Design della Comunicazione Visiva, Casa de las Americas, Comitè Prografica Cubana, Instituto Cubano de Arte e Industria Cinematograficos, 
Associazione di Amicizia Italia Cuba Circolo di Venezia “Vittorio Tommasi”
Con il contributo
COOP Consumatori Nordest, Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, Grava & Associati
Partner tecnico
Atrasoftware
Coordinatori e curatori
Luigino Bardellotto, Simona Biolcati Rinaldi, Ivo Boscariol
Ufficio stampa
Studio Esseci (Padova)
Catalogo
Silvana Editoriale (Milano)

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Contatto telefonico: 0434 392916
Contatto email: attivitaculturali@comune.pordenone.it

“La mano del grafico”, mostra organizzata dal FAI

Notizia che trovo degna di segnalazione.
Peccato che da nessuna parte abbia trovato la lista dei grafici coinvolti – mi viene il dubbio non siano tra i più autorevoli, visto che nessuno ci ha contattato :-)

Battute a parte, amo particolarmente l’attività del FAI, a maggior ragione se coinvolge il mio ambito. A tal proposito mi piace sottolineare che all’interno della mostra è allestita anche  “Il Negozio Olivetti di Carlo Scarpa a Venezia”, una piccola ma importante mostra fotografica a cura di Michele Calzavara e Maurizio Navone. In mostra dodici scatti realizzati nel 1980 da Marco Ambrosi, che hanno come soggetto il Negozio Olivetti di Piazza San Marco a Venezia, uno dei destinatari della raccolta fondi de “La mano del designer” del 2010. Anche grazie a questi fondi, il FAI – che ha ricevuto il Negozio in concessione da Assicurazioni Generali per la tutela e la gestione – lo riaprirà al pubblico a partire dal 22 aprile.

Venerdì 8 aprile 2011 ha inaugurato al pubblico “La mano del grafico”, mostra organizzata dal FAI – Fondo Ambiente Italiano e alterstudio partners, presso Villa Necchi Campiglio, Via Mozart 14 a Milano.
Saranno esposti 367 disegni e schizzi autografi di 108 fra i più autorevoli grafici italiani e internazionali, donati al FAI. Read the rest of this entry »

Armando Testa. Il design delle idee – retrospettiva

ARMANDO TESTA.
IL DESIGN DELLE IDEE

PAC Padiglione d’Arte Contemporanea
dal 13 aprile al 13 giugno 2010

Orari
lunedì 14.30 – 19.30
martedì – domenica 09.30 – 19.30
giovedì 09.30 – 22.30

Aperture straordinarie
14- 19 aprile 9.30 – 23.00
25 aprile – 1 maggio 9.30 – 19.30

La biglietteria termina il servizio un’ora prima della chiusura della mostra

BIGLIETTI

€ 5,00 intero
€ 3,00 ridotto
€ 2,00 ridotto speciale gruppi studenti

INFO

PAC Padiglione d’Arte Contemporanea
Via Palestro 16 , Milano

tel lunedì – venerdì 02 76009085
tel sabato e domenica 02 76020400

Inaugura al PAC Padiglione d’Arte Contemporanea la grande retrospettiva di Armando Testa, che riporta alla ribalta il lavoro di questo poliedrico artista. La mostra presenta un aspetto meno noto della sua opera, quello della sua attività di designer, in concomitanza con gli eventi targati Salone del Mobile che animano Milano nella settimana dell’inaugurazione.

L’iniziativa arricchisce una serie di importanti antologiche del maestro: le retrospettive presentate al Museo del Castello di Rivoli e a Castel Sant’Elmo a Napoli nel 2001; la mostra presso l’Istituto Italiano di Cultura di Londra nel 2004. Armando Testa è nuovamente protagonista al PAC, dopo la personale che gli era stata dedicata nel 1984, ormai già universalmente riconosciuto come grande creativo e padre della pubblicità italiana.

Curata da Gemma De Angelis Testa e da Giorgio Verzotti, la mostra non vuole essere una mera celebrazione dell’estro del grande pubblicitario, autore di personaggi e situazioni da tempo entrate nell’immaginario collettivo di gran parte degli italiani; intende, piuttosto, lasciar emergere alcuni aspetti meno considerati della creatività del grande maestro, dando spazio alle sue realizzazioni come progettista di oggetti, connotati dall’ironia e dalla fantasia che caratterizzano ugualmente la sua attività nell’ambito pubblicitario.

Armando Testa è stato infatti anche un designer, come dimostrano gli elementi di arredo presenti in mostra, e molte sue idee grafiche dovevano – come testimoniano i progetti – arrivare a uno sviluppo plastico. Questa tensione ha accompagnato tutto il lavoro di Testa, sia quello più specificamente dedicato alla pubblicità sia quello più libero e praticato parallelamente, nella sua attività di pittore e scultore.

L’interesse di Testa per l’arte visiva, l’architettura e il design condiziona sin dalle origini la sua attività: il primo manifesto importante ICI, datato 1937, si rifà esplicitamente all’astrazione geometrica. Esso sarà presente in mostra insieme a una campionatura delle maggiori invenzioni effettuate nel corso di almeno cinquant’anni di attività, prima da solo e poi a capo di un’agenzia che ha fatto storia nel linguaggio pubblicitario italiano e non solo, anticipando innovazioni formali e concettuali di importanti artisti contemporanei. La scelta delle opere permette ai visitatori di verificare la “persistenza” della tensione verso la resa plastica del segno, cogliendo insieme l’evoluzione del linguaggio dell’artista: le sfere di Punt e Mes realizzate come bassorilievo, i personaggi conici di Carmencita e Caballero che hanno iniziato il cinquantennale connubbio fra Armando Testa e Lavazza e che qui diventano sculture accanto a diversi altri oggetti inediti, fino a giungere alle croci del 1990, vera reinvenzione del simbolo religioso.

Un altro aspetto poco noto è quello del disegno: Testa è stato un assiduo disegnatore, questa pratica accompagnava quasi interamente il suo tempo di lavoro, fino a consentirgli di realizzare una mole amplissima di piccole carte, che potremmo definire “appunti” in vista di realizzazioni maggiori. Una selezione molto stringata di disegni inediti a pastello o di acquerelli sarà parte integrante del percorso espositivo al PAC.

In mostra anche il cortometraggio che Pappi Corsicato ha recentemente dedicato ad Armando Testa dal titolo Povero ma moderno, presentato con successo e premiato alla Mostra Cinematografica di Venezia 2009. Il documentario, diretto da uno dei più inventivi registi italiani, vale come documentazione creativa dell’opera del maestro, introducendoci al lato umano di questo autorevole sognatore, alla sua ironia, alla sua fantasia, al suo anticonformismo.

Il catalogo, pubblicato da Silvana Editoriale, contiene i testi dei due curatori e i preziosi contributi di Germano Celant e del semiologo Ugo Volli.

Come di consueto è previsto un programma di attivitizià didattiche per il pubblico ideato e realizzato da MARTE.
L’attività espositiva annuale del PAC è realizzata grazie al sostegno di TOD’S.
La mostra è stata realizzata anche grazie al contributo di Lavazza e dell’agenzia Armando Testa, che collaborano insieme, forse unico caso in Italia, da più di 50 anni.

L’arte della pubblicità. Il manifesto italiano e le avanguardie 1920 – 1940

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mostra
L’ARTE DELLA PUBBLICITÀ
IL MANIFESTO ITALIANO E LE AVANGUARDIE. 1920-1940

L’evoluzione dell’arte della pubblicità attraverso
i manifesti delle avanguardie artistiche tra il 1920 ed il 1940

“È necessario oggi, in una civiltà che sta diventando di massa, che l’artista scenda dal suo piedistallo e si degni di progettare l’insegna del macellaio (se la sa fare)”. L’artista milanese Bruno Munari sintetizza così l’evoluzione del rapporto tra arte e pubblicità, nato allo scorcio dell’Ottocento e sottoposto a mutamenti radicali nel periodo tra le due guerre mondiali. Sono anni di grandi cambiamenti politici, di sviluppo industriale, di conquiste ed entusiasmi per la modernità. Nascono nuovi miti, nuove esigenze legate all’informazione di massa, alla propaganda, alla espansione dei mercati.
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Leo Lionni, l’esemplare dell’immaginario

da sabato 14 febbraio 2009 a domenica 15 marzo 2009

A Galleria San Ludovico (Parma), si inaugura sabato 14 febbraio alle ore 17 “Leo Lionni Immaginario Esemplare” una mostra che, nel decennale della scomparsa (Radda in Chianti, Siena, 1999), ripercorre l’esperienza dell’eclettico artista che fu pittore, grafico, designer, art director, scultore, illustratore, fotografo, grande autore di libri per bambini.
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Questo blog è tenuto dallo staff di DNA italia, agenzia di comunicazione di Venezia.
E' nostra intenzione raccogliere informazioni e suggestioni dal mondo della comunicazione e dell'innovazione, magari tentando di aggiungerci quei famosi "2 cents" che i molti anni di esperienza nel campo ci hanno regalato.

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