Crudo, ma efficace!
Troppo spesso le campagne di sensibilizzazione nostrane, alcune peraltro meritorie e ben fatte, sono un po’ troppo “all’acqua di rose”: sono convinto che per certi messaggi è meglio un pugno nello stomaco che un bonario ammonimento!
Dobbiamo solo dire a voce alta BASTA.
Senza gridare.
Dobbiamo scrivere BASTA .
Senza sporcare i muri.
Ognuno lo scriva con il carattere che vuole.
Lo firmi come vuole.
Facciamone un marchio/logotipo depositato.
BASTA. Troppo breve?
Scriviamo BASTA.
Lasciamolo uscire come una minzione liberatoria.
Ridiamoci sopra dandoci la mano.
Non facciamoci strumentalizzare.
Liberiamo la nostra creatività.
Diciamo BASTA a quello che non ci piace.
Comunichiamo con un BASTA! la nostra voglia di cambiare.
Gruppo BASTA Giancarlo Iliprandi, Jacopo Pavesi, Giulio Pierrottet, Stefano Totaro, Francesco Roveta, Jeanet Tello, Edoardo Sandon, Francesca Cattaneo, Claudia Tavella, Gabriele Carbone,Matteo Riva,Davide Rusconi, Marco Pelà.
Movimento Creativo,
aperto a Tutti quelli che vogliono dire un BASTA.
Per informazioni e collaborazione: jacopo@gianiepavesi.com
Take action. Love your heart.
Advertising Agency: Lowe, Istanbul, Turkey
Creative Director: Can Apaydin
Art Director: Tuncay Köksal
Released: April 2008
A dire il vero anche solo parlare di censura mi mette tristezza. Faccio solo un eccezione: quando si tratta di pubblicità: anch’io sono del mestiere, ma convengo che ogni tanto anche i copy esagerino.
La notizia innanzitutto: una campagna (quella che vedete nel poster) di telefono donna, per sensibilizzare sull’enorme problema delle violenze ai danni delle donne, soprattutto perpetrati tra le mura domestiche. Il soggetto: una donna sdraiata su un letto, nella posizione che richiama la crocefissione.
A Milano un putiferio: il comune, per voce dell’assessore Cadeo, decide di ritirare il patrocinio (= spazi affisione gratuiti).
Non è certo la prima volta che assistiamo a polemiche attorno ad un soggetto pubblicitario. Da ben prima di Toscani, che comunque si può considerare maestro indiscusso.
C’è un però: magari è solo una mia impressione, ma un conto è “provocare” per fini meramente commerciali, un conto è quando si parla di serissime campagne di sensibilizzazione.
Mi piacerebbe anzi che alcune campagne di sensibilizzazione (droga, alcool, guida, hiv (è un problema risolto? non ne parla più nessuno!), violenze sui minori etc.) fossero un po’ più crude: troppe le campagne edulcorate che alla fine fanno poca presa! (ma magari ci torniamo su, con una serie di esempi soprattutto dal mondo anglosassone e scandinavo, che non vanno certo leggeri)
Giusto? Sbagliato? Non mi permetto di dare giudizi assoluti.
Però io intanto non censuro.
Visto che parliamo soprattutto di grafica e dintorni: dell’agenzia Arnold WorldWide
Questo blog è tenuto dallo staff di DNA italia, agenzia di comunicazione di Venezia.
E' nostra intenzione raccogliere informazioni e suggestioni dal mondo della comunicazione e dell'innovazione, magari tentando di aggiungerci quei famosi "2 cents" che i molti anni di esperienza nel campo ci hanno regalato.
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