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Regolare il volume del Mac con maggiore precisione

Della serie non si è mai finito di imparare (trucchi)…

Spesso succede che la regolazione del volume sul Mac non ci soddisfi appieno: una tacca in meno è troppo basso, una tacca in più è troppo alto.
Ed ecco che, quasi per caso, scopro che una semplice combinazione di tasti permette una regolazione molto più accurata.
Se infatti i tasti “volume” della tastiera hanno uno scatto singolo, con la combinazione Shift+Alt+Volume si potrà regolare il volume di un quarto di “tacca”.

Shift + Alt + Volume

Provare per credere…

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Safari: che fine ha fatto “visualizza sorgente pagina”?

Ok, confesso che pur essendo dotato di computer solo rigorosamente Mac, non uso Safari. Preferisco Chrome.

Stamane però, lavorando sul portatile di un collaboratore, mi sono trovato nella necessità di dare un occhio al codice sorgente di una pagina web, e sul suo computer c’era solo Safari.
Non è stato immediato. Non trovavo più la voce di menù. Per un momento ho pensato male di Apple. Lo ammetto. “Ecco, per semplificare la vita agli utenti medi, mi tolgono funzionalità basilari”.

Non era vero.
Bastava cercare.

Ecco come far comparire il menù Sviluppo

Safari –> Preferenze (mela + ,) –> Avanzate –> flaggare “Mostra menù Sviluppo nella barra dei menù” (che a dire il vero è scritto sempre menu, ma questa è un’altra storia)

 

 

dropbox & Co.

Non dico che abbiano soppiantato il backup su dischi esterni (soprattutto per chi lavora nel campo della grafica il disco esterno è ancora la soluzione migliore e più rapida) però i vari servizi di archiviazione online hanno sicuramente dato una mazzata all’utilizzo dei servizi ftp.
Finite le ore passate al telefono a spiegare al cliente che non era possibile passargli un file da 500Mb via mail, e conseguente lunga chiacchierata a base di “clicca qui” “apri la” “inserisci la password”  per arrivare finalmente all’installazione di un client ftp! (un prodromo delle installazioni da remoto!)

La rete ormai offre numerosissimi servizi di archiviazione online, basati o meno su sistemi cloud.

E naturalmente è impossibile dire quale sia il servizio migliore in senso assoluto.
Mi baso sulla mia esperienza personale: i parametri con cui ho effettuato la mia scelta sono fondamentalmente questi:
– spazio a disposizione
– facilità d’uso (non tanto per me, quanto per i miei clienti/collaboratori) in funzione alle mie diverse esigenze (scambio file con i collaboratori,  scambio file con il cliente, archiviazione di una serie di documenti “pronto uso”)
– accessibilità multipiattaforma + software per gestione da desktop
– integrazione con il SO

Alla fine, tra le decine di servizi a disposizione, sul mio fido Mac ne sono rimasti 2:

Dropbox e Minus.

(per scelta non tratto iCloud di Apple, che uso per il backup delle mie rubriche e agende)
Proviamo ad analizzarli brevemente:

Dropbox

Dropbox è sicuramente il sistema più diffuso.

Dropbox è un software multipiattaforma (attualmente disponibile per Mac OS X, iOS, Windows, Linux e Android) che offre un servizio di file hosting e sincronizzazione automatica di file tramite Web. Basato sul protocollo SSL, criptati i file immagazzinati tramite AES.

La versione gratuita del programma, scaricabile tramite questo link, ci regala uno spazio di hosting di 2 GB estendibili fino a 16 GB in totale (con un sistema di inviti – 250 MB per ogni nuova persona invitata che si registri al sito e installi il software sul proprio computer – ma anche con periodiche iniziative – dal quiz al social sharing).
Esiste poi una versione a pagamento con tagli da 50Gb (9,90$/mese), 100Gb (19,99$/mese) e 1T (la versione “team” a partire da 795$/anno per 5 utenti).

Perché abbiamo parlato di software? Perché Dropbox può essere usato indifferentemente via Web (tramite un normalissimo web browser) oppure tramite software, ovvero un driver installato in locale che crea una cartella sul nostro computer, ove in automatico avviene l’aggiornamento dei file condivisi.

Semplicità si diceva: niente link da copia/incollare, niente finestre di selezione dei file, niente barre di avanzamento dell’upload. Si lavora solo con la cartella Dropbox installata sul nostro computer: li copieremo (attenzione: copieremo! vedi sotto) i file che vogliamo siano sincronizzati nel nostro spazio online.

Unica piccola pecca: ricordatevi di copiare i file all’interno della cartella locale di Dropbox. Se li trascinate semplicemente li sposterete da una cartella all’altra. Idem per il percorso inverso: ricordatevene se condividete la cartella con più utenti: se uno elimina il file, lo elimina per tutti!

Un’icona nella barra di stato vi avviserà sia della percentuale di saturazione del vostro spazio, sia di eventuali attività di aggiornamento file in corso.

La gestione delle condivisioni è altrettanto semplice e intuitiva: due strade. O si condivide l’intera cartella, oppure il singolo file. In questo caso possiamo gestire il tutto o partendo dal file in locale sul nostro computer (nella cartella Dropbox) oppure da browser. Tasto destro > Dropbox > Browse on Dropbox Website.

 

minus

Minimalismo e semplicità, più un pizzico di social.
Questi i tre ingradienti che caratterizzano minus, servizio di file hosting e sharing. Una mezza via tra Pinterest e Dropbox: infatti oltre ad avere il proprio spazio (generoso, 10Gb di partenza, ampliabili a 50Gb con il sistema di inviti), è possibile condividere immediatamente (in pubblico) quello che si carica. Avrei potuto scrivere una mezza via tra Flickr e Dropbox, ma non so perché mi è venuto in mente Pinterest…

 

A differenza di Dropbox qui si fa sfoggio di drag&drop, anche se non mancano le applicazioni per desktop, mobile e estensioni per Chrome.

Rispetto a Dropbox, minus permette di personalizzare la visualizzazione dei file: questo ne fa un ottimo strumento da utilizzare con i clienti per l’invio di draft. Una volta uploadato il file si tratta di decidere se rendorlo pubblico o privato, ottenere i link diretti, i link per le gallery e per i forum già formattati in linguaggio html corretto; di aggiungere commenti; di modificarli personalmente on line o di farli modificare da altri, utilizzando i tools a disposizione che risultano particolarmente interessanti e completi, in particolar modo quelli per le immagini (ruota, ridimensiona, taglia, sfoca, contrasta, luminosità, inserisci testo, ecc. ecc.).

Che dire: meno professionale, però i 10Gb di minus son pur sempre il doppio dello spazio (gratuito) di iCloud e 5 volte quello di Dropbox.

PS: in tutto l’articolo ho usato i link “invito” ai due sistemi: è scorretto? Se questo articolo vi è stato utile, forse potete premiarmi con un click :-) Se invece non vi è stato utile, troverete facilmente i link diretti ai due servizi citati.

 

 

Lorem ipsum, anzi pixum

Del testo di riempimento che noi grafici usiamo per tappare i buchi in attesa dei testi definitivi ne abbiamo già parlato più volte, sia qui che qui.
Proprio ieri rilanciavamo nell’invitare tutti gli operatori ad utilizzare, al posto del solito Lorem ipsum…, il testo della Costituzione Italiana.

Ma oggi parliamo di un altro tipo di generatore, non di parole ma di immagini. Lorempixum è infatti un servizio (gratuito) che genera immagini casualmente.

Due le modalità di utilizzo: c’è la possibilità di inserire il codice che pesca direttamente dal loro database (molto fornito), oppure si personalizzano le dimensioni, si sceglie la categoria di appartenenza della fotografia (astratte, persone, tecniche, cibo, oggetti, natura, etc), si sceglie se la si vuole a colori o in scala di grigi et voilà, copia incolla e il gioco è fatto.

 

[repost] I designer salvano la Costituzione italiana

Un vecchio post, del 19 febbraio 2009.
Oggi torna d’attualità. Pregasi dare massima diffusione. Grazie.

 

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di Cosimo Bizzarri
[Visto su Facebook. Credo non si offenderà se lo pubblico!]

Sono tempi bui per la Costituzione italiana. Possiamo fare qualcosa noi professionisti della Comunicazione per sostenerla?

Partiamo con una cosa piccola.
Ogni giorno i grafici italiani preparano milioni di pagine di prova, in cui sostituiscono il testo reale con “Lorem ipsum dolor sit amet…“, il brano di Cicerone che rappresenta il ‘testo standard’ per antonomasia dell’industria tipografica e del typesetting (ne abbiamo parlato qui). A forza di essere inserito come testo dummy, “Lorem ipsum dolor sit amet…” è diventato uno dei testi più riconoscibili e riconosciuti d’Italia. Se lo diventasse la Costituzione, anche se in maniera sotterranea e “inconsapevole”, si guadagnerebbe già qualcosa. No?

Propongo dunque a tutti i designer italiani di sostituire da oggi “Lorem ipsum dolor sit amet…” con il testo dei Principi Fondamentali della Costituzione italiana. Se tutti lo facessero, otterremmo almeno un risultato apprezzabile: professionisti e clienti del mondo della comunicazione dovrebbero leggerselo tutti i giorni e si riapproprierebbero, anche involontariamente, dei pilastri su cui si basa la società civile italiana.

Forse non è molto ma certamente è qualcosa.
Forse non serve a nulla, ma approvo e pubblico!
(in allegato anche il file txt)

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Questo blog è tenuto dallo staff di DNA italia, agenzia di comunicazione di Venezia.
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