graficare | la comunicazione è nel nostro DNA

Icon

next-generation computing input systems

In questi giorni il tema di discussione piu’ hot e’ l’iPad e la rete sta impazzendo per giudicare positivamente o negativamente il nuovo mela-giocattolino di Steve Jobs. Stiamo per entrare in una nuova era di Computing dove abbandoneremo i normali devices tradizionali quali mouse e keyboard? In realta’ siamo gia’ entrati in questa era dove i nuovi sistemi multi-toch di Apple e di altre Corporations quali HP e Toshiba sono ormai obsoleti!

Da molto tempo si parla della possibile implementazione di sistemi multi-touch e olografici come nel famoso film Minority Report.

Oggi tutto questo puo’ essere realta’! La compagnia oblong.com di Los Angeles, California con un fundraising di 8.5M $ sta lavorando su un progetto in collaborazone con il MIT riguardo lo sviluppo di devices per lo Spatial Operating Enviroment: a new Computing Platform.

Vi lascio gustare i video di questa nuova tecnologia non troppo lontana per essere adottata nella quotidianita’:

Author: Guido Nardo

cinema e grafica: Saul Bass

Solleticato dall’appuntamento bolognese a lui dedicato a fine gennaio, in questi giorni ho cercato di scoprire di più sulla figura di Saul Bass, considerato il padre dei “titoli di inizio” dei film, o meglio colui che ha trasformato i credits in un’opera d’arte, un “film nel film”.

Innanzitutto ho scoperto che la carriera di Bass inizia come grafico “tradizionale”. Solo nel 1954 Bass si misura per la prima volta con i titoli di testa di un film. Il regista Otto Preminger si era infatti rivolto allo studio di Bass per il poster del suo film Carmen Jones. Il poster propostogli gli piacque talmente da affidare a Bass anche la realizzazione dei titoli di testa.

Quella con Preminger fu solo la prima opera di una carriera davvero sfolgorante: fu soprattutto con L’uomo dal braccio d’oro (1955) che Bass divenne noto in tutto il mondo.

Su notcoming.com è possibile vedere la lista completa dei titoli di testa creati dalla mente di Bass.

Ecco alcune delle sue sequenze:

“The Man With The Golden Arm”, 1955

Anatomy of a Murder, 1959

“Psycho, 1960 (in questo film è anche autore di alcune scene)



“Walk on the Wild Side” titles.



“It’s a Mad Mad Mad Mad World” titles.



“Bunny Lake is Missing” titles.



“The Human Factor” titles.



“North by Northwest” titles.



“Vertigo” titles.

Ma interessante anche la produzione, mai interrotta fino alla sua morte (1996), di poster: alcuni hanno fatto la storia della cinematografia e sono presenti nei maggiori musei mondiali.

L’agenzia Grazia Neri chiude: a rischio un patrimonio enorme di immagini

La notizia è di qualche giorno fa (qui e qui, in Italia la reazione è praticamente nulla).
La più restigiosa agenzia fotogiornalistica italiana chiude i battenti. Grazia Neri aveva fondato la sua agenzia, da qualche anno amministrata dal figlio, ormai 42 anni fa.
Nel tempo era diventata un punto di riferimento internazionale, non solo per annoverare tra i suoi fotografi alcuni dei migliori nomi del panorama internazionale (Karsh, Annie Leibovitz, Douglas Kirkland, Herb Ritts, Donna Ferrato, Giorgia Fiorio, James Nachtwey, David Burnett, oltre a moltissimi (e bravissimi) italiani, anche emergenti), ma anche per il taglio delle sue inchieste fotogiornalistiche.

La spietata concorrenza dei colossi Corbis (ricordiamolo, non fa mai male, del “solito” Bill Gates) e Getty, capaci di presentarsi sul mercato editoriale con costi per altri inavvicinabili, hanno contribuito a far si che malgrado enormi sforzi (compreso un drastico ridimensionamento della struttura) non consentissero di evitare la messa in liquidazione.

Ancora un mese e poi l’agenzia chiuderà i battenti.
Due i pensieri che a freddo mi vengono in mente:
- da una parte la preoccupazione per un patrimonio di immagini di valore inestimabile: che fine farà? Riuscirà un’azienda in liquidazione a salvare l’enorme patrimonio di immagini? C’è da augurarselo: un archivio del genere non è solo business, ma uno spaccato di 40 anni di storia;

- dall’altra un ragionamento più legato al mondo dell’editoria: la capacità dei colossi di proporre contratti ai grandi editori fa si che il photo editor sia costretto a “guardare” a un solo catalogo. Ma in questo modo si assiste (basta sfogliare qualche magazine allegato ai quotidiani) a un appiattimento culturale notevole. Segno dei tempi? Forse si, ma io non voglio comunque accettare una soluzione così banale.
Sarà interessante capire come adesso si muoveranno i numerosi operatori rimasti orfani dell’agenzia di riferimento.

Fiera del Libro per ragazzi – Bologna

Da oggi fino a giovedì, in Fiera a Bologna (non mi riesce di chiamarla Bologna Children’s Book Fair, per me è La Fiera del Libro per Ragazzi!). Qui il sito della manifestazione.

Segnalo Fieri di Leggere, interessante rassegna che si svolge in concomitanza (varie sedi in città)

Sergio Toppi. Il segno della Storia

toppitoppi2

DA NON PERDERE!!!!

Per chi non conoscesse Sergio Toppi… bhè, si metta a studiare!
Ma anche per quelle 5 o 6 persone nella situazione di cui sopra, l’invito è a non lasciarsi perdere questa opportunità. Da ieri a Bologna, all’interno di Bilbolbul, Sergio Toppi. Il segno della Storia, al Museo Civico Archeologico, fino al 12 aprile 2009 (a cura di Hamelin).

Su aiap un pregevole testo di Andrea Rauch, che fa da introduzione al corposo catalogo (Sergio Toppi. Il segno della storia, Black Velvet, pagine 392, euro 28,00.).

Benvenuto !

Questo blog è tenuto dallo staff di DNA italia, agenzia di comunicazione di Venezia.
E' nostra intenzione raccogliere informazioni e suggestioni dal mondo della comunicazione e dell'innovazione, magari tentando di aggiungerci quei famosi "2 cents" che i molti anni di esperienza nel campo ci hanno regalato.

archivio

Blog Widget by LinkWithin