Da qualche giorno, complice un lavoro per un cliente, sto scandagliando la rete per capire lo stato dell’arte della pubblicità del settore auto.
Tralascio ogni commento su quanto sto trovando.
Però voglio segnalare questo spot lungo, un brand-spot, fatto molto bene, ma soprattutto di una semplicità disarmante.
La storia è narrata attraverso la musica, la canzone Impossible Dream (The Quest) di Andy Williams.
Lo spot è stato girato nel 2006 (ma ne esistono più versioni, e un sequel) al ragguardevole costo di 4 milioni e mezzo di sterline.
Agenzia: Wieden + Kennedy London.
Direttori crerativi: Kim Papworth, Chris Groom, Tony Davidson, Sean Thompson.
Regia: Ivan Zacharias.
Ma inutile perdersi in parole… guardatelo, sentitelo… “I couldn’t have said it better myself”
Nel 2010 ne è stata girata una seconda versione, aggiornandola con ulteriori prodotti marchiati Honda.
Avevo già affrontato in un vecchio post il problema delle maxiaffissioni nelle città d’arte. Lo spunto veniva ancora una volta dalla mia città d’adozione, Venezia.
Qualche anno fa criticavo aspramente l’operazione (a firma Toscani) del cielo dei Sospiri, una mega installazione che copre parte del Palazzo Ducale e il ponte dei Sospiri, e più in generale la mancanza di “buone pratiche” (buone idee?) da parte dei creativi e degli uffici marketing, mai veramente impegnati nel proporre soluzioni compatibili con il contesto. Allora dicevo che le maxiaffissioni sugli edifici storici, in particolare nelle città d’arte, non dovevano essere solo la gigantografia della classica pagina pubblicitaria, e auspicavo che le aziende si mettessero in gioco cercando valide alternative.
Oggi però debbo riconoscere che qualcosa è successo: e il plauso va a Scavolini, che proprio a Venezia ha dimostrato che su questi temi si può dialogare e collaborare.
Lascio alle parole del comunicato stampa la narrazione di quello che spero possa diventare il primo di una serie di casi virtuosi di cui andare fieri.
Brava Scavolini!
Stavo cercando formati interessanti per una brochure, e mi sono imbattuto in questa campagna post vendita di BMW, realizzata dai canadesi Cundari, per promuovere gli pneumatici invernali. Un ottimo connubio tra forma, funzione e messaggio.
Non è propriamente il mio settimanale preferito, ma domani chiederò al mio fido edicolante una copia di Panorama (e lui, lo so per certo, mi dirà “che è successo?”).
Il perché è presto detto: per la prima volta in Italia una rivista di larga tiratura avrà al suo interno un’inserzione pubblicitaria video, la cosidetta V.I.P., Video In Print, volgarmente detta “carta digitale”, di cui avevo parlato il 5 settembre dell’anno scorso.
Nel numero di domani, 26 marzo, all’interno della rivista, il lettore troverà un inserto di Citroën dotato di schermo LCD da 2,4” per 3 millimetri di spessore, tramite il quale sarà possibile guardare cinque video dedicati alla DS3. Il display ha un’autonomia di 80 minuti e può essere ricaricato via USB.
Il sistema permetterà di fare caricare nuovi contenuti dal sito ufficiale della DS3.
Due le facciate “multimediali” occupate dall’inserzione Citroen. La facciata di sinistra contiene 5 pulsanti in grado di attivare altrettanti canali su quello che un particolare “touchscreen” cartaceo; la facciata di destra contiene il piccolo modulo elettronico “embedded” nella pagina, come se si fosse di fronte al classico player video utilizzato sulla rete. Una batteria integrata permette svariati minuti di visione, rendendo la pubblicità indipendente da qualsiasi limite ed aperta al diretto accesso del lettore della rivista.
La tecnologia V.I.P. (Video in Print) è stata sviluppata da Americhip, un’azienda specializzata nella realizzazione di soluzioni audio-video per l’editoria, packaging e carte elettroniche.
Prenotate però la vostra copia: alcune voci sul web danno per certa una tiratura limitata di 10.000 copie, distinguibile dalla versione “normale” della rivista grazie a un packaging speciale.
Questo blog è tenuto dallo staff di DNA italia, agenzia di comunicazione di Venezia.
E' nostra intenzione raccogliere informazioni e suggestioni dal mondo della comunicazione e dell'innovazione, magari tentando di aggiungerci quei famosi "2 cents" che i molti anni di esperienza nel campo ci hanno regalato.
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