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Mangiarotti e Pininfarina

Il mondo del design perde due illustri progettisti: Angelo Mangiarotti e Sergio Pininfarina.

Angelo Mangiarotti è mancato lo scorso 2 luglio 2012: era uno degli ultimi grandi maestri del design italiano.

Classe 1921, si era laureato al Politecnico di Milano, città dove era nato. Subito dopo, si era trasferito negli Stati Uniti, dove era entrato in contatto con personaggi del calibro di Frank Lloyd Wright, Walter Gropius e Mies van der Rohe. Tornato in Italia, si era dedicato alla progettazione senza risparmiarsi sul fronte dell’attività didattica internazionale.
Numerosissime le collaborazioni con i maggiori marchi italiani: Agape, Artemide, Cassina, Danese, solo per citare i maggiori. Si era aggiudicato numerosi premi: Compasso d’oro ADI alla carriera (1994) e Medaglia d’oro categoria architettura all’Accademia della Torre di Carrara (1998). La passione per la scultura, specie negli ultimi 20 anni, aveva influenzato il suo lavoro. E ci aveva restituito una dimensione elegante e poetica del design di prodotto.

Sul sito web dello studio capeggia una sua bellissima frase:

 “la felicità viene dalla correttezza”

 

 

lampada Lesbo (1967) – Artemide

 

Sedia Tre 3 - Agape

Sedia Tre 3 – Agape

dal sito di Agape:

Un Mies con la testa nell’ingegneria, un Prouvé più libero e creativo, un Nervi più poliedrico e sperimentale, ma anche un Brancusi declinato nelle tecniche del proprio tempo: perché Mangiarotti ha saputo applicare il suo ingegno all’architettura e al design, affilato protagonista di un funzionalismo rigoroso, ma che non ha mai dimenticato di inseguire eleganza e bellezza, spingendosi nella propria azione fino alla scultura attraverso una sapiente riflessione sulla forma, sempre impiegando materiali e processi produttivi del proprio tempo, sostenuto da una correttezza del fare e ancor prima del pensare, costantemente alimentato da princìpi etici e da una profonda consapevolezza dei valori morali, caratteristiche uniche di questo maestro che, riuscendo a coniugare in modo brillante il dualismo tra etica ed estetica, ha raggiunto la “felicità” attraverso la “correttezza”

Anche Sergio Pininfarina non c’è più. E’ morto all’età di 86 anni nella sua Torino. Appartenente ad una delle famiglie storiche dell’auto italiana, aveva avuto il pregio di essere imprenditore oltre che designer sopraffino (e politico, prima eletto popi come Senatore a vita).
Il regesto delle sue opere è infinito, e tutte, a modo loro, hanno lasciato il segno.

Alcune immagini per ricordare la sua immensa produzione:

torcia olimpica Torino 2006

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