giu 12, 2009
Magic Italy (ancora ancora)
Qualcosa comincia a muoversi.
La blogosfera, ma anche i principali quotidiani nazionali, oltre che autorevoli addetti ai lavori, si sono accorti della bruttura e cominciano a parlarne.
qui il video, prima rimosso da vimeo, poi ricomparso su youtube
riporto comunque il testo apparso su sdz.aiap, il sito che più si sta adoperando per tenerci informati:
Rimbalzato ormai sulle pagine dei grandi quotidiani, vedi il Corriere della Sera on line, l’affaire magic italy si spande a macchia d’olio registrando la presa di posizione pressoché unanime di tutti gli addetti ai lavori.
La ministra Brambilla che, incauta, aveva presentato il logo da Emilio Fede, non potendo smentire di averlo fatto, dopo aver farfugliato che il suddetto logo “è in fase di definizione”, ha ritirato la mano asserendo che la presentazione ufficiale avverrà a fine giugno: “… possiamo però anticipare che i colori utilizzati saranno il bianco, il nero, il rosso ed il verde. Si ritiene di poterlo presentare in via ufficiale nel corso della medesima conferenza stampa. Solo in quella data sarà quindi possibile commentare la nuova immagine dell’Italia, che ci auguriamo incontrerà il gradimento di tutti. Ed è facilmente immaginabile quale grande studio e confronto vi sia a monte della realizzazione dei progetti menzionati”.
Non sappiamo se le parole della ministra abbiano un senso o siano, anche oggi, “voce dal sen fuggita” dato che proprio stamani Silvio Berlusconi aveva affermato, alla conferenza di Confartigianato, che aveva passato la serata di ieri a “licenziare il nuovo logo”.
Quello che comunque ci preme sottolineare, in questa evidentemente scombiccherata vicenda italiana, non è tanto la bellezza o bruttezza del marchio (su cui ci siamo già espressi e su cui la comunità dei grafici si sta esprimendo in queste ore) ma l’incredibile processo che ‘facciotuttoio’ monsieur le president, ha, ancora una volta avviato. Non si sa chi è stato incaricato del progetto, non si sa con che mandato, non se ne conoscono, nemmeno in via breve i termini e gli obbiettivi, le logiche. Per essere benevoli si piuò lamentare un deficit di trasparenza.
Avevamo qualche giorno fa rivolto al presidente le dieci fatidiche domande. Non solo non ci è stata data, al momento, risposta, ma si sono sovrapposte le rituali fanfaluche, le inevitabile bubbole che sembrano autogenerarsi intorno all’attività di governo di Silvio Berlusconi.
Al momento risulta che il presidente ha ‘personalmente’ ritoccato il marchio e l’ha definito e completato. Queste affermazioni, al di là ripetiamo della bruttezza dell’elaborato di cui trattasi, suona offensiva per la nostra professione e più in generale per il buon senso di tutti. Ripetiamo quindi le stesse domande: a pie’ fermo aspettiamo risposta.
Dieci domande
1. Da chi è composto il team di grafici che l’hanno accompagnata nei voli di stato per lavorare al nuovo marchio per il Made in Italy?
2. A che titolo sono stati selezionati?
3. Ha già avuto modo in passato di avvalersi, a qualunque titolo, della collaborazione di questi grafici? Per quali lavori?
4. Qual’è il compenso totale riconosciuto loro?
5. Oltre a Lei e al team grafico chi altri, e a che titolo, partecipa alla definizione di questo progetto?
6. Chi ha redatto il brief su cui il team ha lavorato/sta lavorando?
7. Chi valuterà la corrispondenza qualitativa del risultato alle finalità richieste?
8. Che budget è stato messo a disposizione per questo progetto?
9. A quanti e quali ministeri e/o dipartimenti fa capo il suddetto progetto?
10. È stato richiesto un parere al Consiglio Nazionale del Design?








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