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dotcities: le metropoli chiedono l’indirizzo web

Parigi, New York, Berlino, Amburgo e Barcellona: queste le cinque metropoli che si sono consorziate in DotCities, chiedendo all’Icann di creare nuove estensioni “cittadine”: .nyc, .paris e via dicendo.

Idea che trovo ottima: d’altronde ci sono ottimi esempi di portali cittadini che gestiscono di fatto il flusso di informazioni non solo per i cittadini ma anche per i turisti, ed ormai è dato di fatto che la gestione dei flussi turistici non può fare a meno dello strumento web.

Solo un piccolo appunto (ma non all’iniziativa, ben inteso): perché il comune di Venezia, che da un paio d’anni sta fortemente impegnandosi su progetti di integrazione e gestione dei flussi turistici attraverso il web è rimasta alla finestra e non fa parte di questo consorzio? Un’importante occasione persa per dimostrarsi “avanti”!

Copio incollo anche l’articolo de La Stampa, che mi sembra il migliore (i link li ho aggiunti io)

A lanciare l’idea, che punta a valorizzare le metropoli e i luoghi d’arte, con tutto il loro patrimonio culturale e le loro potenzialità economiche, sono cinque grandi «nomi» internazionali: Parigi, New York, Berlino, Amburgo e Barcellona. Hanno deciso di riunirsi in un consorzio: si chiama «DotCities» e sembra aver subito conquistato l’attenzione generale, dato che dovrebbero presto associarsi anche città del calibro di Londra e di San Francisco.

L’obiettivo è ambizioso. Si vuole strappare un «sì» dall’Icann, l’organismo che gestisce l’attribuzione dei nomi per i siti Internet: i cinque puntano a ottenere l’autorizzazione per la creazione di nuove estensioni, legate appunto alle città e non soltanto alle nazioni o alle singole organizzazioni o agenzie. E i cinque chiedono anche ai «saggi» dell’Icann prezzi decisamente più bassi di quelli attuali. Poche settimane e si dovrebbe avere un primo verdetto. Quello che è certo è che i prezzi degli indirizzi sul Www, al momento, sono piuttosto salati: l’Icann, infatti, chiede 185 mila dollari per la creazione di una nuova estensione e a questi si aggiungono 75 mila dollari di canone annuo oppure il 5% del fatturato, quando questo supera i 75 mila dollari.

Il team di «DotCities» vuole cambiare tutto. «Il fatto che delle città siano candidate limita i potenziali problemi giuridici e ci sembra che i prezzi richiesti possano causare una dannosa pressione economica», dice il documento.

Le speranze sono alte. Parigi, in particolare, ci crede. Secondo le autorità comunali, la possibilità di presentarsi con un sito che termina in .paris renderebbe migliaia di attività – dai grandi hotel fino alle piccole realtà artigianali – molto più appetibili sul mercato globale. Ecco perché Parigi vuole investire nell’iniziativa 300 mila euro.

La vendita dei nuovi indirizzi Web, poi, dovrebbe consentire il recupero delle somme investite: l’Hotel de Ville, per esempio, pensa di cedere ad aziende e singoli cittadini l’estensione .paris a un prezzo base molto modesto. Funzionerà? Intanto, diverse altre città francesi stanno manifestando il loro interesse per una personalizzazione dei siti.

Category: web site

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