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k-boards: nuova vita ai vecchi tasti

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In tempi in ‘monnezza, riciclo, differenziazione, mi sembra un simpatico sistema per il recupero… D’altronde qualcuno non dice che “la monnezza è l’oro del futuro”? E allora quale miglior utilizzo se non quello di farne gioielli? Sul loro sito la collezione completa, anche personalizzabile.

Questa la presentazione (dal loro sito): In principio furono “on line”, “power”, “alpha lock” e “run stop”. Comandi di tastiere ormai abbandonate insieme a vecchi computer, accatastate in modo anonimo nelle discariche del nostro passato tecnologico.

Ora diventano gioielli. Spille e anelli dal design sofisticato montati su acciaio anallergico. Ma attenzione: non i soliti tasti grigi o bianchi diventati ormai oggetto comune nella creazione di bigiotteria moderna. La parola d’ordine qui è vintage, dare nuova vita ai tasti di pc e calcolatori degli anni ’70 e ’80, creando oggetti unici.

L’idea è venuta a una coppia di artisti padovani, Marta Rampazzo e Nicola Genovese.

L’incontro con la tecnologia d’epoca è avvenuto oltre un anno e mezzo fa in una discarica tedesca. Accanto a cavi ingarbugliati e a schermi sfondati, un tesoro di tastiere coloratissime: verdi, rosse, nere.

Da lì il lampo e l’inizio della ricerca in magazzini e discariche di mezza Europa a caccia di comandi e profili di funzioni ormai cadute nel dimenticatoio, ma pronte a diventare oggetti con un nuovo profilo.E ovviamente unici, visto che le tastiere del tempo che fu sono ormai introvabili e che ognuno potrà scegliere il tasto che più lo rappresenta (meglio uno shift o meglio un alt? Meglio un vecchio pc o un calcolatore data general dasher d2, praticamente introvabile?) e il colore che vuole.Ma l’idea non è solo quella di avere al dito un pezzo di storia telematica o di portare sulla maglia un “distintivo” di una tecnologia che cambia: il concetto dei due artisti è recuperare le storie legate alle tastiere, dare nuova vita a oggetti appartenuti a chissà chi in quale paese, dimostrare che non tutto è divorato dal tempo che passa.

O ancora: che in piena epoca touch-screen la “materia” dei computer può anche essere indossata e che un altro “smaltimento” di quanto resta dei vecchi pc è possibile.

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Category: oggetti (design)

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